Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/88

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
82 in qual modo pinotto divenne uomo libero


Secondo lui, per riempire tante colonne di gazzette, tante pagine di volumi, occorreva scrivere senza respiro. E se introduceva con gentile premura i visitatori c’era forse in fondo alla sua cortesia un retropensiero, sia pure vago ed incerto, di portare un po’ di sollievo a quel terribile scribacchiatore; perchè Pinotto aveva buon cuore, bisogna convenirne; anche se altre facoltà scarseggiavano in lui, sarebbe a dire criterio, prudenza, senno, il suo cuore era buono, il suo cuore era largo, tanto largo che da vero ingordo ingoiava tutto.

È noto il simpatico accordo che da parecchi anni univa queste due creature rendendole vicendevolmente felici. Se Pinotto risparmiava al suo padrone la briga di occuparsi delle piccole faccende del suo appartamentino da scapolo servendolo con intelligenza e con onestà, è pur vero che Giacomo Gondi chiudeva facilmente un occhio sugli stivali mal lucidati o sul caffè troppo lungo, e se pure gli accadeva di dover riprendere Pinotto, lo faceva con perfetta carità di simile, ricordando a tale proposito il motto di Sterne: "Basta che nella faccia di un povero diavolo io legga questa espressione dolente: eccomi, sono tuo servo, per sentirmi subito disarmato".

Giacomo Gondi, per quanto fosse di profes-