Pagina:Neera - La sottana del Diavolo, Milano, Treves, 1912.djvu/90

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84 in qual modo pinotto divenne uomo libero


non lo faceva più con quel garbo simpatico e sincero che gli accaparrava tutti gli animi: sorrideva meno; interpellato, rispondeva con una bruscheria e un disdegno affatto insoliti. Invece della frase sacramentale: — Resti servito, il mio padrone scrive ma la vedrà volontieri, — il più delle volte non parlava accontentandosi di accennare colla mano tesa l’uscio dello studio.

Anche in casa, col suo padrone, si era fatto torvo e concentrato.

— Pinotto, cos’hai? — gli chiese un giorno Giacomo Gondi mettendogli una mano sulla spalla.

— Oh! mi lasci stare, ognuno ha i propri pensieri, — rispose Pinotto con una scrollata che lo liberò dalla mano amichevole.

E un altro giorno essendo stato fuori per una commissione un’ora buona oltre il necessario, Giacomo Gondi osservò che già altre volte si era assentato così senza apparente motivo lasciandolo inquieto e che lo pregava quando volesse andare a spasso per suo conto di avvertirlo, almeno, per sua regola. Alle quali parole, dette con accento conciliativo, Pinotto non si peritò di contrapporne altre violente ed aggressive, soggiungendo che era un uomo libero, che il tempo delle impo-