Pagina:Neera - Lydia.djvu/230

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cimiero in testa sembrava la sfida vivente della bellezza femminile ai sensi dell’uomo. Luccicavano le lame damascate; il rewolver dal suo nido di velluto mandava tetri bagliori sopra il paravento, dove le dame incipriate e rosee restavano immobili, nei loro atteggiamenti aggraziati, come se la bacchetta di un mago le avesse stregate sotto quegli alberi di un verde tenero, nelle delicate trasparenze della seta imitante il cielo.

Lydia, senza parlare, accese i candelabri della specchiera e la luce si riversò nella parete buia della camera, dando rilievo alle pesanti cortine del letto, punteggiando con piccoli raggi luminosi le tede della coperta.

— Sono indiscreto — disse Calmi. — La nostra vecchia amicizia è la sola scusa che posso addurre.

Lydia sorrise con una tristezza misteriosa, e gli porse la mano; ma la stretta fu così energica che ruppe il filo delle perline legate a’ suoi polsi, sparpagliandole sul tappeto.