Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/146

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136 Novelle gaje.

sempre ai nostri piedi? un uomo grande poi, un uomo sublime; c’è di che morirne. Nessuno ammazza con tanta sicurezza, nemmeno un brigante, come ammazzano questi esseri superiori che hanno l’aria di portare sulle spalle il firmamento e lo fanno pesare sulle costole degli altri.

No, no, ragazze, statevi al minor danno, e voi che sognaste per marito un eroe da romanzo, uno di quelli che passano la notte a sospirare sotto la finestra, a baciare l’erba che voi avete calpestato, tutto ciò si legge, non è vero, nei romanzi? e dietro questi bei tipi vi formate il vostro ideale; no, no, ragazze, preferite un marito in prosa; val meglio sotto tutti i rapporti; e se porta le pantofole, non vi spaventate; e se mette il berretto di cotone, non inorridite; e se vuole accendere la pipa, deh! ragazze, non fate le schifiltose, anzi, se vi è caro un mio consiglio, porgetegli voi stesse lo zolfanello colle vostre bianche manine. Vi giuro che sarete ugualmente poetiche; più, è il modo questo di creare una poesia tutta vostra, senza l’intervento di quei guastamestieri che sono i poeti, senza le vecchie armi dello zeffiro e del rio. Voi, in questo semplice atto di condiscendenza, nel sorriso col quale lo accompagnerete, nello sguardo riconoscente che vi sarà reso, troverete maggior poesia che non in tutti i versi della terra.