Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/152

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142 Novelle gaje.


Prego a credere che i miei due eroi non erano filosofi da strapazzo, ma persone di gran merito, stimatissime non solo nel loro paese, ma anche nella vicina Arabia, nella Persia, in Egitto; perfino le spiaggie remote del Beluchistan, dell’Afganistan e dell’Indostan ripetevano con venerazione i loro nomi.

Se noi non ne sappiamo nulla, dobbiamo incolparne la decadenza del nostro spirito che da qualche tempo è tutto occupato nella questione d’Oriente, a scapito degli studi profondi ed utili che vengono trascurati con danno palese dell’intelligenza, del buon gusto e dei librai.

Il saggio Bettredin soleva dire che non si pensa mai abbastanza prima di parlare e che non si parla mai abbastanza prima di operare; massima sorprendente e luminosa, che qualora venisse adottate per intero aprirebbe nuove prospettive all’arte oratoria e al modo di cucinare le bistecche.

Egli era dunque assorto in un religioso silenzio, foriero di qualche meravigliosa rivelazione, quando Nourredin prese a dire:

— Vi confesserò, caro fratello, che non sono senza inquietudini. Per quanto abbia studiato il carattere della mia sposa, l’incantevole Aïssa, non mi sono ancora formato un concetto preciso sulla qualità delle molecole che compongono il suo cervello e sulla maggiore o minor rapidità nella circolazione del suo sangue dalle vene arteriose al cuore. Sarebbe per me importantissimo conoscere la sutura che congiunge le ossa del suo cranio e da questa dedurre lo sviluppo delle sue qualità morali, come insegnano i dot-