Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Una lezione di lingua tedesca. 7


Le donne hanno di queste idee funebri nelle ore più liete. Risposi:

— Se vuoi, mi coricherò sotto alla tua finestra, sul muschio profumato e sognerò di te.

— Vieni! — ella disse prendendomi gentilmente per la mano; — voglio mostrarti il mio piccolo giardino; intanto passerà la prima parte della notte e non avrò più paura a restar sola.

Era buio, come nella coscienza di un ambizioso, ma ella volle ad ogni costo farmi vedere un boschetto in fondo al giardino, ed io per creanza le dissi che era bellissimo.

— Entriamo nel folto di queste piante; udremo cantare l’usignuolo.

— E vi resteremo, amor mio, fino ai primi trilli dell’allodoletta.

Passai il mio braccio intorno alla sua vita e i suoi biondi capelli profusi m’avvolsero in una aureola, e il suo timido cuore innocente palpitava sul terzo bottone del mio soprabito. Fu una notte di cielo!

Wilhelmine mi chiese di lasciarla morire fra le mie braccia — ed aveva abbandoni così casti, ebbrezze così pudiche ch’io mi sarei prosternato a’suoi piedi come sui gradini di un altare.

— O Wilhelmine, cherubino dai capelli d’oro, mi amerai sempre così?

E Wilhelmine oppressa dall’emozione, pallida di anguore, col capo abbandonato sul mio petto rispondeva:

— Chiedi al fiore se in ogni mattino sarà aperto al bacio della rugiada, chiedi al zeffiro se cesserà di ac-