Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/245

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Beniamino. 235

— Però...

— Però, ecco qua, mi ha consegnato questo rimedio — ne berrete un bicchiere al giorno, mangiate come al solito e state allegra. Non parlate a nessuno di questa medicina perchè è un segreto.

— Vergine santa! e come potrò ringraziare il vostro padrone?

— Egli non accetta ringraziamenti, è la modestia personificata.

— E quanto costa almeno...

— Nulla, siete una provveditrice della casa; il mio padrone ha l’abitudine di considerare i suoi fornitori come membri della famiglia.

— Che il cielo ne lo rimuneri! Quando passa, voglio uscire ed assicurarlo della mia riconoscenza.

— Guardatevene benel II salumaio qui rimpetto ha già un odio accanito coi miei padroni perchè non si servono da lui, piglierebbe pretesto di ciarle e di malevoli propositi. State quieta, bevete il decotto e non pensate ad altro.

— Oh! lasciatevi vedere presto, bravo giovinetto, il mio negozio è a vostra disposizione — non fatemi torto.

— Mi rivedrete senza dubbio, cara signora, anzi preparatemi per domani una buona lingua affumicata.


Beniamino quella notte tardò un poco a pigliar sonno sul suo letto di sedie a ridosso del muro, perchè pensava alla burla fatta, ridendone tra sè e rallegrandosi di aver prolungato le risorse della giovine famigliola.