Pagina:Neera - Novelle gaje, Milano, Brigola, 1879.djvu/52

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42 Novelle gaje.


— Da oggi a domani.

— Per il nord o per il sud?

— Per il campo.

— Il campo! — feci aprendo i miei occhi quanto erano grandi.

— Sì. Non basta che io abbia acquistato un uomo al buon senso, voglio acquistare un cittadino alla patria. Il Piemonte si arma per aiutare la libertà d’Italia; il re aduna l’esercito; accorrono volontari da tutte le parti, voi sarete uno di questi.

Gettai uno sguardo malinconico sulla mia tonaceli. Giannina proruppe in una sonora risata e disse tirandomi vezzosamente i capelli:

— Vedrete che cambiamento colla divisa! non sarete più riconoscibile; scommetto che vi spunteranno anche i baffi; ah! che bel maritino.

Quel demonio faceva di me tutto quello che voleva; dall’abate Riva a Beaumarchais; dalla chierica al fucile. Non avevo che a guardare i suoi occhi neri per sentirmi il coraggio d’un leone.

Abbrevio.

Una settimana dopo sapevo come sono fatte le città, i villaggi, le vetture pubbliche, le strade ferrate, i teatri, i caffè, gli alberghi e cento altre importantissime cose. Mi arruolai, venni in Lombardia, feci la mia campagna, guadagnai le spalline e terminato tutto felicemente, scrissi alla mia nobile zia di preparare il vitello grasso perchè il figliuol prodigo stava per ritornare.

Invece del vitello la marchesa Atenaide di Vavàroux, Monte, Rocca, Picco e Torre mi accolse con