Pagina:Neera - Profili, impressioni e ricordi, Cogliati, 1920.djvu/16

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
10 Profili, Impressioni e Ricordi

ce antipatica che volli palliare in qualche modo. Egli mi pregò a desistere soggiungendo ch’era già tardi. E restammo così, seduti di fronte, con quella luce sfacciata e malinconica ad un punto. Ma ogni cosa era malinconica quella sera.

Disse: È l’ora.

Io pensai ancora disperatamente che non dovevamo lasciarci a quel modo, che avevo una quantità di cose da dirgli, solo non le ricordavo più, ma perchè non le ricordavo? Anch’Egli sembrava aspettare o cercare qualche cosa. Si alzò, ma non si mosse.

Vidi sul tavolino dei versi per nozze e volli darglieli. — Per far che? — Egli chiese con un sorriso stanco, molto triste. E il sorriso che gli corrisposi fu più triste ancora, perchè l’ombra cresceva dentro di me; mi mancavano ormai anche le parole.

Ci fermammo in piedi davanti al caminetto. L’uscio era lì dietro a noi, l’uscio che doveva aprirsi e chiudersi per sempre sull’amico. Disse ancora: — E’ tardi nevvero?

Oh! come sentivo la fuga irrimediabile del tempo. C’è un dramma del Maeterlink intitolato «L’Intrusa» dove si vede la morte che passeggia in mezzo ai vivi, suscitando nello spettatore un misterioso turbamento. Ebbene, quel turbamento io e Lui lo abbiamo veramente sentito: io e Lui, non spettatori ma attori della fatale tragedia.

Disse finalmente: Vado.