Pagina:Neera - Un romanzo, Brigola, Milano, 1877.djvu/223

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XXVI.

Pochi giorni dopo la contessa leggeva un romanzo — languidamente abbandonata nella sua sedia a bracciuoli — ma la sua mente distratta più che alle pagine che aveva sottocchio, pensava ad Olimpio.

Per la prima volta, le smanie dell’amore dilaniavano quel cuore insensibile e sotto l’arco de’ suoi occhi neri un solco profondo rivelava l’insonnia della passata notte.

L’uscio del gabinetto si schiuse e un servo in livrea annunciò:

— Il signor Roberto ***.

Ella voltò la testa vivamente:

— Dite che non ricevo.

Ma nel medesimo istante l’innamorato giovane che aveva seguito i passi del domestico si presentò sulla soglia.

Ella frenò a stento un moto di dispetto.