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78 Una giovinezza del secolo XIX

forza collegata delle mie due zie desiderai una sorella!


Anche i miei fratelli erano in due. Due vicini di età, uniti dai medesimi studii, distratti nei medesimi giuochi, liberi per il loro sesso più di quello che io fossi e indipendenti dalle zie. La scuola d’altronde ci divideva. Nelle poche ore che stavano in casa si ritiravano a studiare nella loro camera. Io facevo intanto di malavoglia gli ultimi corsi, fisso lo sguardo in quello che sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola. I miei fratelli erano molto più diligenti e riportavano trionfi che io ero ben lontana dall’ottenere; ma avevo la fortuna di scrivere con facilità e a poco a poco mi accorsi che da questa facilità me ne derivava anche un piacere, per cui presi l’abitudine di scrivere indipendentemente dai compiti, con meraviglia delle mie compagne, le quali tutte dal più al meno abborrivano dal comporre. Pare invece che alla mia scuola questo ramo dell’insegnamento fosse tenuto in gran conto, perchè si era rinunciato a farmi imparare l’aritmetica (vista la mia incapacità di giungere in fine ad una somma) e la calligrafia (verificato che i miei saggi non erano nè inglesi, nè corsivi, nè rotondi, nè gotici) per