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Una giovinezza del secolo XIX 67

Pincio dichiarato monumento nazionale. Però sappiamo che i due pittori, nati sulla fine del cinquecento a S. Angelo in Vado, avevano cinque altri fratelli e sappiamo pure, per averlo scritto lui stesso, che Federico visse a Parma parecchi mesi. Non è dunque improbabile che, o dal medesimo Federico, o da qualche fratello chiamato lassù, sia rimasto tra Parma e Casalmaggiore, che ebbero per l’addietro continui rapporti, un seme della famiglia.

Mio padre nacque nè primo nè ultimo di sei fratelli, tre maschi e tre femmine. Due maschietti morirono adolescenti e morì più tardi una delle femmine, già preceduta dai genitori. Quando io venni al mondo, della famiglia di mio padre non rimanevano che due sorelle nubili residenti a Casalmaggiore. E, presso di loro, si trovava già il mio fratellino Stefano quando nostra madre perdette la vita sopraparto (e la creaturina la seguì). L’altro mio fratello Luigi fu mandato a raggiungerlo subito dopo. Essi erano abituati a passare le vacanze con quelle zie paterne, mentre io andavo a Caravaggio dai nonni materni. I miei fratelli, poi, stante la lunghezza del viaggio (Casalmaggiore era a novanta miglia da Milano e senza ferrovia) oltre alle vacanze passavano laggiù mesi e mesi. Vi ero stata anch’io per un certo tempo,