Pagina:Neera - Una giovinezza del secolo XIX.djvu/92

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
68 Una giovinezza del secolo XIX

ma una volta sola, e smorta me ne era rimasta la rimembranza. Trovo un accenno di questo mio soggiorno a Casalmaggiore in una lettera del papà alla mamma. Egli era venuto a prendermi evidentemente e le dava per iscritto le prime notizie. È fortuna che io abbia trovata questa lettera, nella quale rinasce un momento della mia vita che avevo quasi dimenticato; riudire dopo più di mezzo secolo la voce di mio padre, se non il suono, il sentimento di essa, e vedermi descritta colle sue parole, e sapere che cosa egli pensava di me, è tale commovente dolcezza che io non so dire. "Ho veduto gli studi fatti dalla nostra ragazzina e ho dovuto convincermi che ha fatto più progressi qui che a Milano. Quanto al morale conserva quella sua naturale vivacità, talvolta smoderata, e si abbandona facilmente ad atti di subitanea impazienza, di collera e di pianto, specialmente allorchè è ripresa o corretta con modi di disprezzo; all’incontro si fa dolce e mansueta ragionandole del mal fatto e ammonendola con parole temperate e di persuasione. Nell’insieme poi del suo esteriore è tutta quella di prima; figura slanciata, agile, di movimenti rapidi; è cresciuta in altezza tre dita".

Un malaugurato strappo nella lettera di mio padre l’ha privata della data, ma non v’ha dub-