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Una giovinezza del secolo XIX 73

più la mia casa; vedevo tutte persone nuove; udivo nomi di sconosciuti; molte abitudini erano cambiate e cambiato il posto di certi mobili. Con una sorpresa, che non saprei ridire a parole, mi accorsi che qualche volta, quando la faccia angolosa della zia Margherita era più arcigna del solito e il puntino nero delle sue pupille mordeva proprio come un granello di pepe, mi interpellava col pronome di seconda persona: "Noi... vostro padre". Non diceva mai papà ed anche per lui aveva un tic particolare, lo chiamava a volte: il padrone.

L’amor del prossimo della zia Margherita non era precisamente quello predicato da Gesù, dolce e mansueto. Mente fervida, temperamento impulsivo, facile allo scatto ed alla violenza, se con una mano era sempre tesa a beneficare, coll’altra non era meno pronta a sciogliere o, quando mai, a minacciare uno schiaffo; lo si sapeva e si evitava, molto più che le sue collere come certi temporali di primavera si disperdevano senza tempesta. Essendo quasi sempre sproporzionati alla causa, quegli scatti mi facevano tuttavia molto male. Credetti una volta che crollasse la casa, perchè mi ero servita di refe invece che di cotone per cucire un non so che ed io, che udivo fare per la