Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/139

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— Oh! Signore Iddio — gemette Remo invaso da un subitaneo sgomento per le proporzioni che la faccenda minacciava di prendere. — Ma come sapete voi... una donna... queste cose...

— E so di peggio. Pare che in casa di quella pratica ci sia stata una rissa e che ne debba venire un duello. Vedete in che razza di impicci è andato a cacciarsi?

— Un duello? Ippolito!

Il povero Remo sudava freddo. Prendendo Rosalba per un braccio la trascinò ancor più lontano dalla casa, assalito da mille timori senza nome.

— Ditemi tutto quello che sapete, sopratutto da qual parte lo sapete, se pure non è una calunnia inventata di sana pianta, il che mi sembrerebbe più probabile.

Il buon Remo si attaccava con una ostinazione di naufragio alla scappatoia della calunnia, ma Rosalba fu spietata:

— Toniolo di Ponte di Sotto, sapete?...

— Sì, Toniolo dal naso a spegnitoio.

— Benissimo! Egli è a Milano a fare il sarto, e va a dormire in casa di Bernardo, sapete, Bernardo lo zoppo che sta a Milano da tanti anni?

— Sì, sì.

— Ebbene, Bernardo è il portinaio di quella