Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/135

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Roberto Sarfatti e i divini fanciulli 129


ribizzo a soqquadro la scolaresca, facendo scoppiare un petardo dietro la cattedra, con la stessa disinvoltura con la quale un altro tira giù cifre e cifre sulla lavagna.

Ma in sostanza imparano prima e meglio degli altri, per un rapidissimo processo intellettuale di assimilazione; e, per un altro processo ugualmente istintivo, eliminano dalla nozione appresa il ciarpame didattico, per non serbarne, vivo e durevole, che il nocciolo essenziale.

I maestri che lo capirono gli vollero bene, nonostante la sua disattenzione, le sue disobbedienze, le sue bizzarrie. Molti non lo compresero. Usciva troppo nettamente dalla linea convenzionale. Non poteva trovarsi accanto al gregge.

Una forza era in lui, che sconfinava