Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/134

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128 orazioni


madre non dimenticò più mai quel silenzio. Le parole inconsciamente profetiche vi rimasero infitte, come se un bulino invisibile le avesse incise sulla parete.

Nulla di ciò che è regola fissa, consuetudine disciplinare, poteva imprigionar lo strano fanciullo. Per conseguenza egli non amò le scuole, e le scuole non lo amarono. La sua vivacità senza freno avrebbe saltato a piè pari tutti i banchi di legno di tutte le aule scolastiche del regno d’Italia, — più o meno sudici d’inchiostro, infiorati di pupazzetti e tagliuzzati da punte di temperini.

Egli apparteneva all’inquietante specie degli allievi che in apparenza non studiano e se ne infischian del maestro e non portano sempre il còmpito e mettono, se gliene salta il ghi-