Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/36

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30 orazioni


cità tentennante, alla follia degenere: a divenire null’altro che cenci nel mondo il quale non richiede, non esige che forza.

A lei guardavano, ed erano consolati: per lei imparavano a leggere, a scrivere, a conteggiare; e avevan libri, giocattoli, fiori, alberi di Natale scintillanti di lumi e di doni. E cantavano i cori in cui si dice che la vita è bella. E ne ebbero gioia.

E gioia ebbero, con essi, le sventurate che dalle corsie dell’ospedale sifiliatrico entrarono nella Chiesa-Scuola, accolte con chiara e semplice tenerezza: compitarono sui libri parole di grazia: si sentirono, la prima volta nella vita, circondate di rispetto: videro forse per la prima volta, negli occhi della Purificatrice, che il cielo era azzurro anche per loro.