Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/57

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Alessandrina Ravizza 51


più chiara luce, di più serena bellezza.

Uomini e donne d’ogni partito onoreranno colei che a nessun partito appartenne. Vorremo noi chiamarla anarchica?... No: nemmeno. Chi oserà classificarla?... Fu Alessandrina Ravizza.

Non ebbe, prima di lei, il mondo una che le somigliasse: non verrà, dopo di lei, quella che la possa sostituire.

Non conobbe limiti, nè per sè nè per gli altri. Arrivò dove volle, ottenne quel che le parve giusto, combattè e vinse sola per il diritto di tanti, come se avesse un esercito di arcangeli al suo comando.

L’umanità le fu croce da portar sulle spalle: la resse cantando, con serenità splendente, con l’appassionata letizia della vocazione.