Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/62

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56 orazioni


caduca, il monumento: io vidi in lei, quel giorno, il suo monumento.

Per l’ultima volta mi isolai nella visione di quella fronte: dura infrangibile come fosse fatta di materia silicea, luminosa lontana come fosse fatta di materia astrale. Il mio cuore si curvò, fedelmente, in umiltà, davanti alla Portatrice di fiaccola.

Ma un’espressione non mai veduta di severità dolorosa era ne’ suoi occhi.

Me le rannicchiai ai piedi, le misi la testa sulle ginocchia perchè mi accarezzasse, come soleva, i capelli.

Ella soffriva.

S’era in quei giorni scatenata la guerra delle nazioni. Bagliori d’incendî all’orizzonte, echi delle prime carneficine, odor di polvere, incubo. Valanghe di emigrati italiani, cacc-