Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/83

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Luigi Majno 77


stringerla come realtà. — Benvenuto, fratello!... — Addio, fratello!... — Chi era nel mondo che ci fosse estraneo?... Gli spiriti si dilatavano fino a comprendere nella loro cerchia l’umanità, e tanta era la gioia che giovinezza ci sembrò eterna.

Luigi Majno costituiva la base ed il centro del cenacolo.

Lontano pareva se pur presente, assai volte, mentre i nervosi discorsi sfavillavano volteggiando intorno alla sua placidità sognatrice. Ma ad un tratto una sua frase piombava con taglio netto nel folto della conversazione, mettendo a nudo il muscolo d’un argomento, fissandolo in un paradosso o in una definizione tra il bonario e il corrosivo.

Egli dirigeva gli spiriti, senza che se ne avvedessero.