Pagina:Negri - Orazioni, Treves, Milano, 1918.djvu/95

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Luigi Majno 89


stituiti con il Majno in difesa delle piccole infelici, dopo le arringhe, per concorde volere, incaricarono il Majno stesso di parlare in replica.

Egli parlò: per oltre un’ora, con veemenza gladiatoria, con logica implacabile, con tale grandezza, che il colpevole ne fu schiacciato, l’uditorio ne rimase pallido e vinto. Non era un avvocato che arringava alla sbarra; ma un giustiziere che calava la mannaia. Fu una delle più memorabili vittorie forensi del Majno. Per ottenerla egli non aveva fatto che ascoltar lo spirito della giustizia: v’era da stigmatizzare una viltà, la più bassa delle viltà, compiuta su creature deboli e indifese: bastava.

L’oratore politico fu pari all’oratore giuridico: foggiato a spada e a