Pagina:Nicarete ovvero La festa degli Alòi.djvu/9

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ALLA GENTILISSIMA SIGNORA

EMMA GARZES




Gentilissima Comarina,

Ella trasse per la prima, di questa mia Nicarete, innanzi ancora che venisse al mondo, i lieti auspicj: ora la bimba, come di giusto, viene a Lei a dirle grazie nel nome del papà.

S’intende che anche a Nicarete hanno trovato a ridire quello che alla Sposa di Menecle: che cioè di greco essa non ha fuorchè i nomi e le invocazioni agli Dei, e che la commedia poteva correre lo stesso se i miei personaggi li avessi vestiti in cravatta e marsina. Resta a vedere se le leggi moderne avrebbero consentito la situazione istessa. E che colpa ne ho io se certi critici si sono foggiati in testa un mondo imaginario dell’antichità a modo loro, tutto diverso dal nostro, e la vita intima greca invece di studiarla nelle fonti, la conoscono dai compendj per le scuole? Se a qualcheduno di costoro, che con tanto sussiego vi parlano del così detto color locale, ammanniste sulla scena, a loro insaputa, qualche pagina testuale di Menandro o d’altri comici della Commedia nuova, o delle aringhe civili di Demostene e degli altri forensi, o dei dialoghi lucia-