Pagina:Nietzsche - La Nascita della Tragedia.djvu/265

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la bellezza rigeneratrice 213


bella parvenza della realtà, le quali in genere rendono per ogni istante l’esistenza degna di essere vissuta, e la spingono a vivere l’istante, di attimo in attimo.

Perciò di quel fondamento di tutte le esistenze, di quel sostrato dionisiaco del mondo non può pervenire altro sentore alla coscienza dell'individuo umano, se non precisamente quanto la forza trasfiguratrice apollinea è in grado di dominarne; talmente, che questi due istinti artistici sono costretti a svolgere le rispettive energie nella più rigorosa misura di reciprocità, secondo la legge dell’eterna giustizia. Quando le potenze dionisiache si sollevano a tempesta, quali noi ora le sperimentiamo, bisogna pure che Apollo, avvolto in una nube, sia già disceso verso di noi; e una prossima generazione ne contemplerà certamente le più rigogliose opere di bellezza.

Che questa azione della bellezza sia però necessaria, lo intuisce con la maggiore certezza ognuno che, sia pure in sogno, si senta vivere in pieno mondo dell’antica Ellade. Passeggiando nel portico tra gli alti colonnati ionici, guardando lontano l’orizzonte tagliato dalle pure e nobili linee, specchiando rischiarato il volto nei marmi luminosi, vedendosi intorno uomini dal passo maestoso o dall’andatura leggiadramente spedita accompagnare col gesto ritmico e spontaneo il suono della parlata armoniosa, oh! davanti a quest’onda perenne di bellezza, egli eleverebbe le mani ad Apollo esclamando: «O beato popolo degli elleni! Quale potere enorme sopra