Pagina:Nobile - Difesa della metafisica kantiana, 1936.djvu/7

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difesa della metafisica kantiana etc. 7


Non dico che il vostro lavoro così com’è non stia: ma, certo, dagli oppositori vi si potrebbe dire: Dopo l’hegelianismo son venuti il positivismo e l’evoluzionismo; e questi hanno mutata o almeno molto modificata l’opinione filosofica intorno alla Metafisica.

Sarebbe stato forse opportuno di toccare nel vostro lavoro un altro punto, quello della relazione della Logica e della Metafisica, se cioè la metafisica sia anche logica, oppure se ne distinguono. Ciò era forse tanto più opportuno, in quanto voi nel vostro lavoro non dite di accogliere interamente ed esplicitamente l’hegelianismo, benché lo s’intenda. Se non che, la omissione di questa opportunità non nuoce punto al complesso e al general concetto del vostro lavoro.

Un’altra considerazione voglio farla rispetto alla critica che fate del Kantismo. Vi ho già detto come questa nel complesso mi sia sembrata notevolissima. V’è però un punto di essa che non mi pare del tutto giusto; ed è che Kant, come dite a pag. 56, «deviò assolutamente dal problema metafisico purché era sua opinione che in tutta la sua storia la metafisica non fosse altro che una vicenda di dispute interminabili».

Ora, è bensì vero che Kant fosse oppugnatore della Metafisica, e tate oppugnatore che l’avesse persin distrutta. Ma è vero altresì che Kant, oppugnando e demolendo la vecchia metafisica, (è questa che egli ha oppugnato e tentato di distruggere), ha posto la prima pietra e tracciate le prime linee dell’edifizio della nuova Metafisica, che è stata poi veramente determinata ed effettuata da Hegel. Ciò che dico di Kant è proprio nel famoso libro, che apre l’era moderna della filosofia, e che è appunto quello su cui versa la vostra notevole critica, intendo dire «Critica della Ragion Pura».

In questo famoso libro son veramente la prima concezione e la prima delineazione della nuova metafisica, cioè la concezione di una Logica metafisica, mi esprimerò cosi, o di una Metafisica logica, e propriamente di quella che da Hegel divien la Logica da senso ontologico o metafisico. E non son io il primo a dirlo, ma è già stato detto da altri. E se non m’inganno qualcosa di consimile concedete ed affermate anche voi, quando a pag. 84 dite che Kant, nelle «profonde investigazioni» e «scoperte»... «Ha di gran lunga superato i confini dell’attività razionale, quale è descritta dalla sua Critica della Ragion Pura». Ora io credo bene con voi, che Kant ha superato i confini dell’attività ragionale, secondo che questa è intesa nel generico senso kantiano, ma credo bensì con altri (gli altri testè mentovati), che Kant nel superare i detti confini, superi