Pagina:Note alla Risposta del sig. Ing. Bruschetti.djvu/4

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locomotive e quindi è necessaria la promiscuità delle macchine e dei cavalli, e che questo è un inconveniente.

L’Autore risponde che l’uso promiscuo delle machine locomotive e delle stazionarie è un inconveniente ben più grave ancora. Il che involge la confessione che l’inconveniente da noi notato sia già grave. Così egli si mostra della medesima nostra opinione

Quanto al massimo declivio della strada da Liverpool a Manchester indicato da noi in 1/96, questo è il dato delle più diligenti notizie, e si può trovarlo nella Bibliothèque Universelle, Mars 1836.

È poi chiaro che per salire dal Lago alla Ca’ Merlata coi cavalli debitamente carichi, si perderà molto più di un quarto d’ora; e forse si impiegherà quasi tanto tempo da Como alla Ca’ Merlata coi cavalli, come dalla Ca’ Merlata a Milano colla macchina locomotiva. Quando poi si tratterà di muovere i graniti e i legnami e le ferramenta su una strada così declive e così liscia, bisognerà pur calcolare in senso inverso quella forza che l’Autore chiama il motore della gravità dei treni.

La 3.ª nostra osservazione che le curve il cui raggio è minore d’un miglio inglese sono riguardate come pericolose è una verità riconosciuta
da tutti e massime dall’esimio ecclesiastico ed economista Dott. Lardner, autorità che il Sig. Bruschetti medesimo cita a questo proposito. E si trova in un estratto delle sue Regole fondamentali che venne inserito dal sig. List, Console americano in Sassonia, nel suo Giornale delle strade ferrate (Eisenbahn Journal), il quale estratto venne tradotto, e posto nel fascicolo precedente di questi Annali. Il dottor Lardner ivi dice chiaramente (regola 19) che quantunque in questi casi si possa “con mezzi bene immaginati diminuire la resistenza delle curve, una negligenza del direttore della macchina potrebbe divenir funesta.„

Quanto al prospetto dei più piccoli raggi di curvature che l’Autore ci contrappone: prima di tutto molte di quelle curve sono assai maggiori dei 1600 metri, e quindi non fanno per lui; in secondo luogo la maggior parte cade in tratti di strade percorse con cavalli; in terzo luogo l’esistenza di una cosa non toglie che la cosa sia pericolosa; ed è appunto l’esperienza fatta in codesti luoghi che ha fatto conoscere e calcolare precisamente in un miglio inglese ossia in metri 1609 il caso di pericolo.

Del viaggio di Como per la via di Monza o di Saronno è inutile parlare.