Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/10

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Rodiani, ec. E perchè dentro delle mura non vi era capacità; presso della città formarono un come borgo, che

    Doritide. Nisita, dove il gran Bruto ebbe supremo colloquio con l’Oralore d’Arpino, e ricevè l’ultimo addio dalla figliuola del magnanimo Catone; lidi visitati da Ulisse e da Enea; lidi che risuonan tuttora de’ carmi dell’epico Mantovano e di Omero. E da quì quale vista dì eterne magnificenze! Il monte Olibano; Pozzuoli, un tempo quasi seconda capitale dell’Universo, e troppo celebre per le sue memorie; Cuma, decantata da Livio; Baia, nel di cui seno ancoravano i navigli di Roma, donde ne partivan superbi per insazietà di conquiste; quella Baja ove gli antichi crearono i Campi Elisi, come documento nella terra di universali vaghezze; Miseno col suo porto eretto da Augusto, per difendere l’inferiore mar Tirreno; e qui Plinio, tra i nembi di brucianti ceneri e tra le onde che gli muggivan d’intorno, tutto assorto nelle investigazioni degli strani fenomeni, cadea vittima dell’ire della gelosa natura, che tenta sempre d’ascondere agli uomini i suoi misteri; Miniscola, in dove Cesare, Antonio, e Sesto Pompeo in discordanti concetti segnarono i fati che prostrarono la smisurata Romana repubblica; rupi dove stanno scolpite le origini d’Italia; scogli che ricordano i primi navigatori, le prime favole, la prima poesia; spettacolo fatto mille volte più caro dalla benignità del clima. Laonde il sole, spettatore un tempo di tante memorie, par che nel suo tramonto si diparta lentamente da queste spiagge deliziose, in cui Dio infuse r idea del Paradiso terrestre!..
       Discorrendo Livio le origini di Roma, intendeva unicamente ad esporre quanto fu detto da’più lontani scrittori, senza pertanto tenere in conto di vero, o arguir di falso ciò che gli antichi ne avean narrato più con la poesia delle favole, che colla sincerità degli storici monumenti. E voleva data loro la venia di mescolar le umane alle divine cose, perchè i primordii delle città riuscissero più augusti, riputandosi, come attesta Marco Varrone, utile agli Stati che i lor cittadini si credessero originati dagli Dei, si che gli animi per la fiducia d’una stirpe celeste imprendessero grandi cose con ardimento, le proseguissero con forza, ed in tutto con felici speranze si adoperassero. A noi che viviam in un secolo di sotlil critica non si vorrà non permettere l’andar indagando qual vero si