Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/100

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Imperadori, ma sempre privilegiata; mantenendo le leggi

    cui grande curiosità pungeva di essere in tali erudìzioni minutamente istruito.
       Laonde a concepire che fosse Napoli in quel tempo per la forma e ricchezza de’ suoi edifizii, dobbiamo tutte insieme adunarvi le condizioni del lusso greco e romano. Perciocchè fu celebrata da Virgilio come floridissima per gli studi, da Silio come stanza ospitale delle muse, e salutata col titolo di dotta da Columella e da Marziale. Ma niuno certamente tutte quante le lodi, che Napoli si meritò assai degnamente, seppe compendiar meglio che Stazio adempiva in alcuni suoi versi, che fecesi a indirizzare a Claudia sua nobil consorte ec.
       Gli angusti limiti che abbiam dovuto prescriverci non consentono di far quì la storia letteraria de’ Napolitani, e nemmeno una breve narrazione di tutto ciò che il fecondissimo ingegno loro ha operato nell’età di mezzo e nella moderna. Ma, poi che non ci è conceduto di scendere in fino a’ particolari, cercheremo in cambio di raggruppare gli sparsi e moltiplici fatti in larghe generalità, e sopratutto di rappresentare, come più adeguatamente potremo, la nativa indole del pensiero de’ Napolilani e il genio loro. E con tanto più amore, che poca o breve è stata fra nostri l’operosa vita civile, e ch’è non si può dalle istorie conoscere questo lor pensiero e le sue vicende per tanti secoli. Vi si vede genti francesi e tedesche e spagnuole, alcun po’ la plebe, e molto più i possenti baroni, ma quasi che tutta vi riman celata e oscura la più nobile e laboriosa parte della nazione. Veramente, se nella letteratura di ciascun popolo è malagevole di stringerne le varie manifestazioni in sicure generalità, in quella de’ Napolitani è malagevolissimo. Fra’ nostri è rado breve il seguitare altrui, poco men che nulla è la scuola, e mal si trova intelletti cospiranti e concordi. Bellissime ma scongiunte individualità solo da prima vi si dimostrano ed anche tanta natural disposizione a ogni cosa, ed ingegni si destri ad ogni sorta di lavoro e di creazione, che se ne stanca la virtù sintetica del pensiero, non si affidando di potere in tanta varietà rinvenire la comune natura. Con tuttociò questo noi dobbiam fare almeno in alcun modo per poter sovvennire con le astrazioni al difetto e al necessario silenzio de’ fatti: laonde prima di comin-