Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/146

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in tante Province separata, unita la ridusse in Regno; e

    avrebbon fatto o scritto. Eppure che fattivo genio, che destro intelletto, che tenace amore alle scienze non han mostrato i nostri padri nelle lor lunghe miserie? E che tesoro di fatti, che fecondo e precoce pensiero non è nella lor letteratura? Sicchè concludiamo che i Napolitani, non ostante la lor mala sorte, non si son mostrati men grandi degli altri Italiani; e se nelle lettere e nelle scienze matematiche o fisiche, con tutte le lor glorie, non hanno avuto egual pregio, nelle scienze morali e più nelle speculative il primo vanto e il pregio, senz’alcun dubbio, è loro, E se queste poche pagine lo han rammentato a’ lettori, se han loro inspirato alcuna maggiore stima o simpatia per i Napolitani, la nostra poca fatica non è stata indarno.
       Architettura Religiosa. Dopo il continuo dibatter di tre secoli e più, la consolante parola di pace a’ Cristiani uscita di bocca al gran Costantino ripercosse finalmente le cupe volte delle nostre catacombe, e que’ reconditi abituri ove i fedeli in Cristo convenivano a praticare celatamente il culto della vera Religione. Essi pertanto venuti fuora come risorti a vita novella, lor volse primo nella mente il pensiero di avere un luogo accomodato al pubblico e solenne esercizio delle auguste cerimonie e de’ mistici riti al divin culto prescritti. Ma come Napoli era città greca di origine ed in quel tempo eziandio di dominio, que’ primi cristiani non ebbero a durar lunga fatica per vedere alzato pubblicamente un tempio al loro Signore, perchè dopo pochi anni, sia per comando, sia con permissione di Costantino vider sorgere quello di S. Restituta nelle forme già fatte caratteristiche per l’architettura religiosa primitiva dalla costruzione della basilica romana, alla quale si aggiunsero di poi anche le modificazioni bizantine, e spezialmente nella volta e nell’abside.
       Volgevan rapidi i secoli, e le chiese qui si aumentavano col ferver della fede, ed anche mercè que’ forti che qui rifuggiavano dall’ira dell’iconoclasta; ma le forme erano più o meno sempre quelle della basilica romano-bizantina, non essendosi per l’influenza dell’Impero d’Oriente o per altra qualsiasi cagione, qui introdotta quella architettura religiosa che i maestri tedeschi andavan conformando a’ lor pensieri; i quali spogliati di ogni profana idea