Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/194

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Il popolo ancora ha la sua piazza che chiamano Reggimento.

    cibile conquistatore per trentadue anni le nostre contrade. L’anarchia alla quale erano in preda queste province, la forza e la baldanza de’ molti Baroni, i diritti che Roma pretendeva, la potenza dell’Imperator d’Occidente, il dominio de’ Greci e de’ Saracini avrebbon tolto cuore a chiunque altro non fosse stato Ruggiero. Il quale, all’eroico valore della sua stirpe congiungendo fino accorgimento politico, aveva tutte le virtù necessarie a’ fondatori degli Stati; onde, fortissimo nel suo proposito, con esercito poderoso e sessanta vele, lascia la Sicilia, e successivamente conquista a parte a parte tutte le terre, a cui, dopo un general parlamento in Salerno ed una Bolla Pontificia, fu dato nome di Regno
    di Sicilia.   Durante il reggimento a comune, dopo l’età romana, Napoli serbò sempre le sue leggi, e le assemblee nobili e popolane; le quali furon dette Tocchi, o meglio ne’ Tocchi si radunavano, dove proponevasi il Vescovo, e si eleggeva il primo magistrato, che si disse Duca, Console e maestro de’ militi, qualora il potere della guerra veniva a lui particolarmente affidato; ebbero talvolta anche il titolo di Patrizii e Protospatari, e lor veniva di Costantinopoli, priachè la rivoltura al tempo di Leone Isaurico non avesse rallentato i vincoli tra l’Impero d’Oriente e il Ducato, Il quale, toccato il punto di maggiore estensione verso la fine del secolo IV, venne poi perdendo per invasioni di forestieri la più gran parte delle terre della Liburia. La quale alle antiche consuetudini greche congiunse il diritto romano, e poscia tramutò in proprie usanze molti ordinamenti del Codice di Rotari Re Longobardo; ma degli uomini non fece, come in quello, alcuna distinzione, e, patrizii o plebei, tutti erano ingenui e liberi; nè di titoli feudali distinse i nomi de’ primati; anzi, perchè le diverse stirpi non andassero confuse, a poco a poco venne ritornando i cognomi che nell’era gotica si eran perduti, i quali poi tanto si moltiplicarono nell’età normanna. Non partì le sue terre a Duchi, perchè rispettandone i legittimi possessori e coloni, senza altro titolo, fu sollecito di mantenersi il campo pubblico in selve e terreni adatti al pascolo per uso ed agio dell’universale; il qual campo da tempo immemorabile era ri-