Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/195

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Ogni piazza di questi nobili si compone delle sue speciali famiglie.

    masto indiviso fra’ cittadini, e, pigliato il nome dalla stessa città, addomandavasi Agro Napolitano.
       Monarchia Normanna. Se le imprese di guerra posero in gran voce Ruggiero, il nome di lui non dee risonar men chiaro per la sapienza civile, onde in tempi difficilissimi seppe con mirabil modo comporre i molti e diversi elementi dello Stato. Dove per via di conquista, e dove per successione, tutte le Contee, Ducati e Principati raccolse in uno; e se tolse a’ Baroni le Signorie, volle in pari tempo che le ritenessero come feudi dipendenti dalla sua Sovranità; se negò loro il diritto di giudicare e di levar soldati nelle proprie terre, gli alzò al grado di formare l’ordine più onorevole della monarchia. Da un’altra parte, abolendo la servitù, crebbe il numero de’ liberi cittadini, e ritornandoli negli antichi diritti, duramente conculcati da’ Longobardi e da primi Normanni, restituì la dignità a’ popoli di entrambe le Sicilie. Dettò leggi or prudenti, or vigorose, e dove esse imperavano fece ognuno eguale in rispetarle; onde chiamò in generale assemblea ad Ariano tutti gli ordini dello Stato, e volle sancita e giurata la forma politica e civile della Monarchia. Infine, accerchiatosi di sette eminenti uffiziali della corona, fortissimo di armi e di consiglio, invocò, come suggello del suo alto dominio, e per la reverenza de’ popoli, l’investitura reale dal Sommo Pontefice.
       Napoli sopra ogni altra città del reame sperimentò in particolar modo la cortesia di Re Ruggiero, allorquando si condusse sopra l’isoletta del SS. Salvatore, radunando intorno a sè i cittadini, che più in lui confidavano, e con essoloro volle trattare de’ privilegi e delle franchigie della città. Nella quale solenne assemblea a ciascun cavaliere donò in feudo cinque moggia di terra, promettendo ancora di maggiormente gratificarli, se, mantenendo intatta quella fede che gli avevan giurato, tenessero mai sempre la città quieta ed in pace sotto il suo dominio. Dopo di questa visita alla città nostra, qui non si vide più il Re; il quale, muovendo a nuove imprese, forzò l’Imperator Lotario, che lo avea sfidato a guerra, di far presto ritorno ne’ suoi Stati d’Alemagna, sottomise a tributo Tripoli, Tunisi ed altre città di Levante, e, penetrato