Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/209

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abitanti delle ottine o nelle Chiese Parrocchiali o in al-

    Roberto in alta età, e fu pianto sinceramente dal popolo: lasciò nome del più savio e valoroso Re che fosse a quel tempo, ornato di prudenza, giustizia, fortezza e d’ogni altra civile virtù. Mai non fu il reame così ben governato quanto sotto di lui, sollecito più che d’altro di pace e riposo; perchè tenne in freno gli insolenti e facinorosi che lo turbavano, ed i baroni che l’opprimevano con violenze e gravezze.
       A sedici anni Giovanna I fu gridata regina nel 1245. Non prese la vedova Sancia il reggimento dello Stato, come volea Roberto, ma un Frate ungaro; il qual, messosi ad ingrandire i suoi, indusse tal dispetto ne’ Reali e baroni napolitani, che raccoltisi insieme meditarono la morte d’Andrea e la rovina della genie di lui. Ciò convennero e recarono a fine: ma la Regina ne fece vendetta, condannando all’ultimo supplizio i principali tra’ rei. Nondimeno i ghibellini la tennero complice, spezialmente Luigi Re d’Ungheria, cognato di lei; il quale inalberando nella dieta del reame un vessillo nero, su cui era istoriato l’assassinio di Andrea, invocò il valore de’ suoi sudditi alla vendetta. Lo flotte Veneziane, che attraversavano il passaggio dell’Adriatico, impedirono la calata degli Ungari. Non però la Regina stette sicura: minacciata da presso, riparò col suo nuovo consorte Luigi di Taranto ad Avignone, dove Clemente VI aveva trasferito la Santa Sede; ed il Pontefice, dipoi in solenne concistoro, la disse innocente. Napoli pertanto sentiva il danno delle bande ungaresi, e inorridiva alla villana morte, cui fu dato Carlo di Durazzo, figliuol di Giovanni, ottavogenito di Re Carlo II; il qual Principe, comechè ambizioso, pure era innocente della uccisione di Andrea. La peste, non guari sopraggiunta, indusse gli Ungari alla partita; perchè Giovanna, aiutata dal Papa e da’ Provenzali, ritornò nel reame. Ma qui non lungamente stette in riposo; perciò che, rimasa di nuovo vedova, ed unitasi a Giacomo d’Aragona, e di poi, morto anche costui, ad Ottone di Brunswick, porse sempre più alimento all’odio che le portava Carlo di Durazzo, nipote dell’altro Carlo, già strangolato dal Re d’Ungheria, che vedevasi escluso dalla successione. Fu di tanto potere questo Carlo, che ottenne da Urbano VI la concessione del reame; onde venuto in Puglia, debellò