Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/211

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 213 —

questa nomina al Signor Vicerè, e questo ne sceglie uno,

    coronato Re: laonde si dette alla impresa del reame. Da prima si combattè con varia fortuna, e se non fecero buona pruova le sue armi nell’assedio di Napoli, vi entrò poi con magnifica pompa trionfale. Qui dispiegò l’indole sua, ponendo a morte, o impoverendo i principali baroni, che, quantunque già avessero tenuto dagli angioini, ora veramente gli si davano in fede. Pacifico possessore del regno, volse di poi il pensiero al conquisto d’Italia, allora più che mai partita in piccioli e deboli Stati; perchè, raccolto un esercito, occupò Roma, e minacciò Firenze. Ma il Pontefice dar voleva il reame a Luigi d’Angiò, e, mosso dalla irreverenza e da’ torti divisamenti di Ladislao, lo gridò in contumacia della Chiesa, Per nulla sgomentato, il Re ebbe modo di combattere i nemici, e di ricuperere Roma ed occupar la Toscana, Ma in quella che si apparecchiava a nuovi trionfi, cadde in un morbo fin qui non udito. Quasi un secolo prima che la peste del nuovo mondo menasse tanta strage in Europa, avvelenando la sorgente della vita, Ladislao mostrò segni di morbo d’analoga natura: un medico perugino, insultato da lui nell’onore, non si curò che la figliuola morisse, purchè dello stesso veleno fosse morto anche il Re.
       Di Giovanna II, sorella di Ladislao, a cui succedette nell’anno 1415, molto si racconta nella storia privata della sua reggia. Giovane e bella donna, allogata in pienezza di regal potere, a quei giorni che la gaia scienza e le corti d’amore ed i poeti d’Italia avean promosso un culto per le gentili dame, levandole ad una stima come infinita, non è maraviglia se Giovanna si desse abbandonatamente alle feste, a’ giuochi ed a’ trasporti di un cuor bollente di passioni, a cui già l’invitava l’inchinevol natura di donna e la voluttà che spira il tiepido aere di Napoli. Pure, fra gli odi ed i contrasti sopravvenuti, non le corse sempre allegra la vita, e con la morte de’ suoi più fidati consiglieri, videsi ancora negletta da Giacomo suo consorte. Più crudele travaglio ebbe da Luigi d’Angiò, pretensore ostinato della corona, al quale oppose Alfonso d’Aragona, adottandolo erede. Napoli, commossa da civili dissidi, tenne le parti or di Aragona, or di Francia; ed i baroni, quali dalle promesse allettati, quali dall’odio risospinti, non del-