Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/249

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    combattuta valorosamente la famosa giornata di Bitonto addì 25 di maggio di detto anno, ci richiamò a nuova vita. Perciocchè, dato sesto nell’anno appresso alle cose del regno, aumentaronsi le forze militari a quaranta battaglioni di fanteria, diciotto squadroni di cavalli, cioè nove di dragoni, ed altrettanti di cavalleria propriamente detta, un corpo considerevole di artiglieri ed un altro d’ingegneri, oltre a gran numero di navi. Nè questo solamente, ma nell’anno 1740 toglievasi a’ servigi di Napoli il colonnello Giorgio Corafà con un reggimento di Macedoni, accresciuti poscia a due; e in data del dì 25 di novembre dell’anno 1743 pubblicavasi l’ordinanza di dodici reggimenti provinciali, alcuni de’ quali, comecchè di corto composti, sostennero valorosamente il decoro ed il nome napolitano nella guerra combattuta l’anno appresso sotto le mura di Velletri, E fin da quell’ora si cerca sempre di migliorare l’esercito nostro, talchè potesse cosi in pace come in guerra far rispettare la politica e l’amministrazion dello Stato. Ciò non pertanto, perchè le milizie, che cominciarono a dirsi napolitane, eran rette a modo di Spagna, e miste d’Irlandesi, Valloni, Spagnuoli, Albanesi, Francesi e Svizzeri, tanto nelle fanterie che nella cavalleria, come nella marina fino al 1780, non formaron que’ corpi un tutto che Armata Napolitana si potesse veramente appellare.
       Riorganizzatosi in quell’anno sotto Re Ferdinando IV l’esercito; e ricevute quelle occorrenze che l’epoca comportava, videsi nascere nel regno un nuovo militare sistema che buoni risultamenti produsse. Ma per effetto delle politiche vicissitudini occasionate dalla Francia, ebbe ben poca e sfortunata esistenza. Al cominciar del secolo presente si ricostituì l’armata tra noi; tuttavia seguendo i casi dell’Europa, non ebbe agio a svilupparsi; e come che porzione delle nostre milizie nella Sicilia passarono, dopo i fatti del 1806, così raggranellatesi con molti stenti e fatiche, contribuirono con lealtà, costanza e coraggio a tutte le fasi avvenute nell’isola, prendendo il nome di Truppe estere, nel cui numero non pochi esteri effettivamente trovavansi.
       Avendo l’occupazione militare francese posto piede nel dominio continentale, si diè a formare una napolitana milizia, che per terra e per mare operava le istesse belliche imprese che quella estera di Sicilia. E qualche volta fu visto che Napolitani scontraronsi da