Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/273

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 275 —

circa la religione, che si praticavano in Atene. Adorarono Giove Olimpio, il Sole sotto nome di Apollo, la Luna sotto

    trie, quanto in Atene ed in Napoli per la stessa origine del loro governo, e per l’uniformità delle loro civili e religiose istituzioni. E poichè l’origine degli aboliti Sedili, o de’Seggi Napolitani sembra che dalle Fratrie ripetasi, così ci è d’uopo dire di queste quel poco di ragionevole, se non di certo, che qui avventuriamo a notizia de’ cortesi nosiri lettori.
       Furon le Fratrie riguardate come tante politiche unioni; sysmata fratrum conspirantium bono reipublicae. Di quel corpo faceasi la scelta de’ Sacerdoti, ch’erano nello stesso tempo Magistrati, e pur col nome dì Fratria era il loro collegio distinto. Con tale denominazione non altro si dinotava secondo il nostro Mazzocchi, che una parte della città, o una porzione di cittadini riuniti sotto la protezione d’un medesimo nume. Dal Martorelli all’incontro s’intese migliormente un corpo o particolar collegio di cittadini in ciascuna parte della città, della tribù o della curia, addetto alle sacre cerimonia a rendere onore ad una divinità partirolare. Il Grimaldi poi vorrebbe, che l’origine di queste Fratrie debba ripetersi dalla diversità delle nazioni che la nostra città componevano, le cui abitazioni erano in separati quartieri, e col nome si distinguevano di qualche nume o di personaggio che negli antichi tempi era stato il capo della colonia.
       Platone nella sua Repubblica prescriveva doversi edificare una città in mezzo della regione; poscia dividerla in dodici parti uguali; assegnare a ciascuna di esse un numero tirato a sorte, e dar loro il nome di fratrie. E di fratrie soltanto gli amichi marmi di Napoli ci favellano; e quelle adunavansi in comuni conviti, ed esercitavano sacerdozi e magistrature ora in privato tra le persone della parentela, ora in pubblico quando i capi delle famiglie erano chiamati a deliberare intorno alle politiche faccende che a tutta la città risguardavano. Aveva dunque ciascuna la propria assemblea, i propri conviti, e i propri sacrifizi. Fretria chiamavasi generalmente il collegio delle famiglie, Fretores gli individui che il componevano, Fretarco o Fratriarco il capo scelto a costoro, che insieme cogli altri capi a lui uguali deliberava degli affari della città, Allofretores gli individui di una fratria diversa, Diiceti, gli ammi-