Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/275

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a questi innalzarono tempii, de’ quali in veder la città se ne mostreranno le vestigia, ed anche v’introdussero tutti

    costume usato eziandio in altri paesi dell’Oriente. Si può dunque con fondamento ritenere che le nostre Fratrie Napolitane avessero in tutto corrisposto alle Attiche ed a quelle de’ Pelasgo-etrusci; come si può assicurar di Diotimo ammiraglio Ateniese deduttore d’una colonia de’ suoi nazionali tra noi, e dell’introduzione qui delle Lampadoforie.
       E volendo per poco fermarci al superstizioso degli antichi sulla division de’ tempi, troveremo che dodici furono le più cospicue città della Gionia, dodici le città fondale dagli Eolj; dodici le antiche città capitali di tutta Italia; dodici finanche i raggi del diadema del Re Latino, del quale paria Virgilio nel 2° della Eneide:

    . . . . . Cui tempora circum

              Aurati bis sex radii fulgeniia cingunt
              Solis avi specimen. . . etc.


    Ma per ciò che spetta alle nostre Fratrie i nomi solo di alcune da’ marmi raccogliamo, le quali si addimandavano o da’ luoghi donde erano qui venuti gli abitatori, o dagli Dei Fretori che loro si erano assegnati. Altre sono state da’ nostri scrittori scoperte, alcune con poca autorità, altre di dubbio nome per le lettere cancellate nelle iscrizioni; cosicchè mettendo insieme e facendo tesoro di tutte le loro opinioni, le più concordi, può il numero delle Fratrie Attico-Napolitane essere fissato a dodici, cioè: degli Eumelidi — degli Artemisij — dei Cinei — degli Aristei — degli Agarresi — de Panclidi — degli Gionei — degli Eumidi — degli Antinoiti — degli Euenostidi — de’ Partenopei — de’ Mopsopiti — Noi farem di esse rapido cenno per tema di non infastidire i lettori.
       1. Degli Eumelidi — Abitaron costoro forse allora il più bel sito della nostra città, cioè deve oggi è il Duomo, di cui si dirà a suo luogo. Il primo monumento di sua esistenza è la famosa greca iscrizione che attesta un procurator delle Fratrie, il tempio, il nume, e che volta in latino, significa: Titus Flavius Pius Curator, vel Procurator, una cum T. Flavio Filio, Honorans Eu-