Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/334

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sendo poi entrato in Napoli il detto Imperatore con la sua

    a’ quali per siffatta ufficiatura furono associati con Bolla del Pontefice S. Pio V nel 1567 senza che nulla dalla mensa canonicale abbian mai percepito. Questo Collegio, anche dissociato da’ Canonici, ha il dritto della elevazione della propria croce. Ha il privilegio della direzione del coro e di tutte le uffiziature lette o cantate, della celebrazione della Messa cantata ne’ giorni di sua spettanza, etiam praesente archiepiscopo; delle processioni liturgiche e di voto, che fa con l’elevazione della propria croce, separatamente dal Capitolo. Fa la benedizione del fonte battesimale nel sabato di Pentecoste. I componenti del Collegio fanno eziandio da uffiziante nei giorni festivi e feriali, e sono tutti ventidue prebendati. Si scelgono tra essi i due Cantori del coro. Fa uso da antichissimo tempo d’un suggello che ha da una parte il Salvadore, e dall’altra S. Attanasio con gli Ebdomadarï genuflessi davanti a lui. i medesimi nel loro possesso sono obbligati, in virtù delle loro costituzioni, alla profession di Fede prescritta dal Tridentino; in sostanza, tuttocchè inferiori ai Canonici, non sono nè mansionari, nè assisï.
       Il Pontefice Paolo V chiamandoli beneficiati perpetui, li decorò con una cappa magna di pelli grigie o di seta violacea; e Benedetto XIII permise loro di farne uso anche fuori la Cattedrale. Hanno essi finalmente in separato locale il loro archivio; e in Chiesa la loro sepoltura, la quale fu nel 1744 ridotta nella forma che si vede in tempo del Cardinale Spinelli, di che si dirà a suo luogo.
       Compie il Capitolo Metropolitano il Collegio de’ Quarantisti, inferiore per dignità a quello degli Ebdomadarï. Diconsi Quarantisti perchè essi, che son diciotto, uniti a’ ventidue Ebdomadari compiono il numero di quaranta. Convengono al coro, e servono all’uffizio chericale, assistendo da diaconi e suddiaconi nelle Messe solenni. Anticamente erano semplici cherici, e come tali servivano gli Ebdomadarî; poi dagli Arcivescovi Mario Carafa ed Ottavio Acquaviva ebbero un determinato servizio periodico; e posteriormente furon dall’Arcivescovo Ascanio Filomarino riuniti in un Collegio distinto, come sono oggidì. I Quarantisti vestono l’Armuccio di pelli bianche e grigie, o di seta violacea avendola usata per la prima volta nell’anno 1612.