Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/335

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santa madre Elena, per ossequiarli come dovevano, usci-

       Nella Chiesa Arcivescovile è la Real Cappella del Tesoro di S. Gennaro, la quale dipendendo per la parte spirituale dall’Arcivescovo, viene amministrata per la temporale da una deputazione di nove persone elette fra’ patrizi della città, con un presidente, ch’è sempre il Sindaco di Napoli. Questa deputazione dipende direttamente dal Ministero degli affari stranieri. Il clero addetto al servizio della Cappella componesi di dodici Cappellani, dieci de’ quali debbono appartenere a famiglie scritte nel libro d’oro, e due a famiglie popolane; perocchè i dieci primi venivano scelti due per ognuno de’ cinque sedili nobili della città, e due dal sedile del popolo. Il quale statuto della Cappella è stato sempre religiosamente osservato; se non che, si vide per volere di Gioacchino Murat, ma da non passare in esempio, una sola volta violato. Uno de’ menzionati dodici Cappellani ha l’uffizio di tesoriere, che dura per tutta la vita; e dassi in giro ad un cappellano di ciaschedun Seggio, tenendosi presenti le antiche ascrizioni delle rispettive famiglie a’ Sedili della nobiltà e del popolo. Il clero minore, addetto anche al servizio della Cappella, si compone di quattro Sacerdoti col titolo di cherici ordinari, e di otto cherici straordinari, de’ quali tutti è capo il sagrestano maggiore. L’Arcivescovo ha diritto di condursi una sola volta l’anno nella Cappella del Tesoro in forma pubblica, per tener Cappella, cioè assistere con tutto il Capitolo Metropolitano alla celebrazione della Messa, o di altre sacre funzioni, dopo l’invito che deve all’uopo ricevere dalla deputazione. Ma all’infuori di questo giorno, sempre che egli deve entrarvi per accompagnare la Maestà del Re, non può condur seco più di quattro canonici; nè a’ Canonici salvo questi casi, è permesso l’entrarvi vestiti delle loro insegne; come all’opposto a’ cappellani del Tesoro non è permesso muover nel Duomo vestiti della lor mantelletta nera. Del di più a suo luogo.
       Nella dipendenza dell’Arcivescovo va pur compresa la insigne Collegiata di S. Giovanni Maggiore, la quale componesi di tredici canonici, tra cui è un primicerio. L’ufficio di Vicario Curato della chiesa si esercita da ciascuno de’ canonici per la durata d’un semestre. Fan parte di questa collegiata dodici ebdomadari ordinari, e quattro straordinari.