Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/62

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gno d’esser veduto da mare in occasione di qualche festa

    rocco di Castelnuovo, verso la torre di S. Vincenzo, dove eran riparate le regie galee, e più volentieri ancoravan le navi. Così egli portò le fabbriche sino a quel gomito della nostra lanterna che guarda le batterie. E poichè indi a poco i Genovesi gli dichiararon guerra, volle attendere a fortificare anche meglio il porto ordinando che fossesi accosto il faro gettata una scogliera delle pietre tagliate alla lava della solfatara in Pozzuoli. Da quell’ora il Molo piccolo fu usato per lo commercio de’battelli e delle navi di poco levata; ed i vascelli e galeoni presero a trafficare le acque del nostro porto. Il quale fu detto a quel tempo, e dicesi tuttora Molo grande.
       Essendo oltra le mura orientali cresciuta la città in borghi, Ferrante I intese l’anima a farne un corpo con la metropoli, e dette mano all’opera dal lìmite di Mercato, tirando un muro in linea d’austro a tramontana, sino alla contrada che dicesi di Pontenuovo: così rimasero parte abbattute, e parte tramutate in case ed officine di lavoratori le mura angioine. Il giorno e l’anno delle costruzioni son notati in due modi: un autore di quel tempo afferma: a dì 1 di luglio 1484, re Ferrante fé cominciare le mura di Napoli, et isso nge pose lo palo dereto a lo Carmine avendo a lato Francesco Spinelli, sindaco della città, e promotor fervorosissimo della nuova opera, di cui fu nominato commessario; ed un altro scrittore pur contemporaneo asserisce così: Hoggi che sono 15 di jugno 1484 si è posta la prima preta de le mura nove di Napoli con le turre, et s’ei (è) posta innanzi lo Carmine presente la maestà de lo signore re Ferrante et lo capo de dette mura ei messer Francisco Spiniello. Per opere siffatte la porta di Mercato fu riaperta al Carmine; da sotto il colle di Soprammuro si trasportò Porta forcella al sito dove ora col nome di Portanolana; a S, Caterina a Formello si trasse Porta Capuana; e l’antica Porta S. Sofia si traslocò tra le due torri, dove appresso fu demolita, sopra Ponte nuovo. Le quali porte furon costrutte ciascuna in mezzo a due torri, a cui si vollero imporre in quadretti di marmo di questi nomi che ancora sì leggono. Le torri al Carmine si dissero la Fedelissima e la Vittoria: quelle a porta Nolana si addomandarono la Cara Fe e la Speranza: le altre a porta