Pagina:Notizie del bello, dell'antico, e del curioso della città di Napoli.djvu/78

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il Castel dell’ Uovo, il Chiatamon, sineo alla porta medesima di Chiaia, unito il giro fà miglia, dieci meno un quarto.

Se poi si vuol misurare con i Borghi, parlando di quelli dove arriva la giurisdizione delle Parrocchie di Napoli nell’ amministrare i Sacramenti, e nel seppellire i morti, importa ventuno miglia, e duecento passi 1.

    dir se sia maggiore per la memoria di vicende storiche, per la soavità di benignissimo clima, o per le ragioni delle scienze naturali, cui tutto dì dischiudono nuovi tesori.
       Nell’istante medesimo, in cui mettiamo sotto ì torchi queste prime pagine del nostro Celano; si è inaugurata con pomposo apparato e con religiose cerimonie la stazione della ferrovìa che da Napoli dovrà condurre a Brindisi, opera dispendiosa ma grande, dal commercio vagheggiata e dal voto pubblico consentita. La quale, nel breve periodo d’ un quinquennio, si spera potersi vedere’ interamente compita. Ma di queste e di altre opere ed immegliamenti ancora, discorreremo a suo luogo.

  1. Questo spettacolo, scrive un ch. ingegno del nostro paese, riesce mille tanti più caro per la benignità del clima. Perocchè, senza descrivere le fresche sere o un chiaro di luna della più cocente stagione, come potrebbe tacersi la luminosità del nostro sole, e le tiepide aure che ci rimenano il dolce aprile a mezzo l’aspro e dispettoso febbraio? Come que’ mattutini raggi che spuntano dal Vesuvio stendendovi a strisce una nebbia d’oro, che cangiasi in torrente di luce per allagar di colpo la bassa costiera? Epperò cantava il poeta:

    Largior hic campos aether et lumine vestit
    Purpureo, lumenque suum; sua sidera norunt.

    Che se, mentre il fumo dell’ignivomo monte si estolle in guisa di smisurato pino, ed il sole tuffasi in un mare di fiamme, comparisse pure la bianca luna sotto il più bel sereno del cielo, allora sì che noi sfideremmo tutte le lingue del mondo ad esprimere la maravigliosa bellezza di quello spettacolo. Intanto mettiamoci per la città. Qui apronsi larghe strade; là vaste piazze; appresso girano tortuosi sentieri; più innanzi son erte facili; più oltre chine dol-