Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/34

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18 parte prima

Pisa, e ricevuto fra i preti dell’Oratorio di Firenze, lesse prima teologia nel seminario fiorentino, poi storia ecclesiastica nell’università di Siena. Nel 1799 esulava il Casini a Bologna; donde richiamato alla cattedra, ricusò di tornare, perchè del pari non vi erano richiamati alcuni colleghi, fra i quali Paolo Mascagni. In Prato, dove fino dal 1795 aveva ottenuto dal Granduca un canonicato, visse il rimanente de’ suoi giorni, abitando una cella modesta tra i Minori Osservanti nel convento di San Domenico. Colselo la morte presso il nipote suo avvocato Giovacchino Benini, nel sessantanovesimo anno di sua vita, il giorno 12 d’ottobre del 1824.

Finalmente a’ 22 luglio dell’anno seguente investivasi del benefizio di santa Maria Maddalena il sacerdote Claudio Guasti1.

E qui noto, come sullo stesso altare dedicato alla Maddalena fu trasferito un benefizio semplice, già fondato, sotto la invocazione di quella Santa, nella chiesa delle monache di Santa Margherita dal prete Francesco Monnicchi, il 26 settembre 1703, per rogo di Antondomenico Meucci; in oggi di patronato dei Leoni di Livorno.


Congregazione della Disciplina, o della Dottrina cristiana, posta all’altare del santissimo Crocifisso. — Un’immagine di Gesù Crocifìsso dipinta nel muro, stava sopra uno dei due altari che mettevano in mezzo la porta maggiore; pittura antichissima, nella quale si vedevano figurati come in aria, i misteri della Passione, con una molto devota semplicità. Nella demolizione della chiesa fu tentato salvare questa reliquia; ma l’arte non valse, perchè la muraglia era crepata e quasi disciolta.

Questo altare fu concesso dal parroco Lorenzo Palli, correndo l’anno 1684, a una Congregazione che allora rinnovellandosi prese il nome dei devoti fratelli del santissimo

  1. Il patronato era passato nel Principe dalla soppressa opera di Santa Maria delle Carceri.