Pagina:Notizie sulla Guerra della Indipendenza d'Italia (Monitore Toscano).djvu/52

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Re Carlo Alberto. Qui poteva far fronte al nemico se si presentava.

Così questa ardita marcia era stata protetta da 100,000 uomini situati sul nostro fianco diritto ad Olengo di là da Novara.

In queste circostanze l’Imperatore era costretto di confidare alla riserva la esecuzione del movimento che si faceva dietro la linea di battaglia.

Il dì 2 giugno una divisione della guardia imperiale fu diretta verso Turbigo sul Ticino, e non vi trovando resistenza vi gettò tre ponti.

L’Imperatore raccolte le indicazioni concordi a farli conoscere che il nemico si ritirava sulla sinistra del fiume, fece quivi passare il Ticino dal corpo d’esercito del general Mac-Mahon, seguito l’indomani da una divisione dell’esercito sardo.

Le nostre truppe avevano appena presa posizione sulla riva lombarda che vi furono attaccate da un corpo Austriaco venuto da Milano per la strada ferrata. Lo respinsero vittoriosamente sotto gli occhi dell’Imperatore.

Nello stesso giorno del 2 giugno la divisione Espinasse essendosi avanzata sulla via da Novara a Milano fino a Trecate, d’onde minacciava la testa del ponte di Buffalora, il nemico sgombrò precipitosamente i trinceramenti che vi avea fatti, e si ripiegò sulla riva sinistra facendo andare all’aria il ponte di