Pagina:Nova polemica.djvu/47

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

prologo. 19


Accusa quarta. L’arte nuova è carnale, oscena, brutale. Nientemeno!

C’è davvero una reazione forte contro le svenevolezze degli amori poetici passati che tendevano a fare dell’arte un mare di latte e miele. La donna era esclusa dalla poesia e solo ci si ammetteva un ideale di lei aereo, sentimentale, salice piangente. Questo cant, questa ipocrisia erano innalzati agli onori di canoni d’arte. Il Vittorelli trionfava, e Nice, Silvia, l’amica lontana erano le perpetue modelle. I più audaci arrivarono sino all’Elvira del Lamartine. La donna vera colle sue debolezze, la figlia d’Eva come la fece madre natura, era esclusa dal tempio dell’arte come gli scomunicati una volta; e quando ha tentato di entrarci, i leviti hanno gridato allo scandalo; e la vacuità pomposa del Guerzoni, le professeur malgrè lui, la manzonaggine accapponata di cento ipercritici che sbagliarono mestiere, la stitichezza dogmatica di mille dilettanti illetterati, si sono inacidite come le pulzellone al cospetto delle nozze altrui. Hanno lordato gli Dei e inverniciato frate Cristoforo: hanno trullato che il gran Pane è morto proprio nel giorno