Pagina:Novella di Dioneo e Lisetta.djvu/13

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

7

ciò leggendo, per la vendetta fattane da un di loro, delle ingiurie ricevute da una rea femmina, piacer ne sentano; e per l’avvenire degl’inganni e frode femminili fatti cauti, più malagevoli siano da esser da loro presi nelle amorose panie. E voi, gentili et amorose donne (perocchè a voi che la maggior parte dell’anima mia siete, non meno che agli amanti, voglio che sia indirizzata questa mia Novella) alle cui orecchie perverrà questo accidente, da questa esempio pigliando, e a costo di lei senno apparando, vaghezza non prenda di beffar altrui: perciocchè spesso addiviene che l’ingannatore rimane a piè dello ingannato.