Pagina:Novella di Dioneo e Lisetta.djvu/30

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

24


smontato dalla barca ove egli era, sembiante facendo di non volerla più seguire, non avvedendosene ella, entrò in un’altra, e tutto solo entrato e fatto abbassar il felze, di maniera che Lisetta lui non potesse vedere, la seguitò, e videla uscire di barca, ed in un tal chiassolino entrare; e quivi senza picchiar uscio, o altro segno fare, in una casuzza entrarsi. Onde fatta fermar la barca ove egli era, in aguato si mise, attendendo che Lisetta fuori se ne venisse: la quale, passato lo spazio di poco meno di due ore, uscire vide, ed entrata nella barca che l’attendeva, andarsene: onde più volte fu per iscoprirsi e darle il buon pro vi faccia, ma desiderando di conoscere chi con essa lei stato fosse, non le volle dir nulla, e lasciolla andare: nè guari dopo lei, di quella stessa casa uscire vide il Membruto, e colle chiavi serratala, andarsene: per la quale cosa egli ebbe per costante, costoro tenere quella casa vota per fare simili effetti. Quanta fosse allora la passione di Dioneo, consideri chiunque per pruova, o per qualunque altra via ha cognizione degli accidenti ed infortunii amorosi, che a me non dà il cuore di poterla colla penna esprimere,