Pagina:Novella di Dioneo e Lisetta.djvu/33

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

27

denari e robe, e oltre di ciò di tenerla segreta, fece sì, che ella le promise di parlar con Dioneo, e due giorni dopo, essendo così rimasi, nella chiesa di s. Stefano si trovarono. Quivi Dioneo, tiratala da uno dei canti della chiesa, l’animo suo le scoprì, e condussela a promettergli di far quello che egli voleva: e datole quattro corone d’oro, e promessole di tenerla segreta e di farle un più ricco presente, le commise ch’ella procacciasse d’intendere qual giorno Lisetta col Membruto dovevano trovarsi, e darneli avviso; il che promise Maddalena di fare. Avvenne non guari dopo questo ordine che al marito di Lisetta per certi suoi bisogni convenne andar fuori della città; onde a lei, come quella che libera si vedeva, venne voglia di ritrovarsi col Membruto, e avendo presa qualche sospizione la mattina che Dioneo seguita l’aveva, essendosi accorta lui avere veduto la mutazion della fante, dubitando, come quella che maliziosa era, che egli la casa dove erano stati apparata avesse, pensò, deliberata d’andare a sollazzarsi, di ritrovarsi in barca; forse anche per fuggire il caldo, del mese di luglio essendo: perchè fattasi venir Maddalena le impose che andasse a dire al Membruto, che