Pagina:Novella di Marabottino Manetti.djvu/21

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di marabottino manetti 15

sere mestola, et dopo alquanti ragionamenti auti con lui del modo avea a tenere colli ladri, lasciatolo solo se n'andò a dormire col cherico. Piero Tanaldi et il Bodolina circa a mezza notte, come erano composti, vennono a casa el prete vestiti con camicioni bianchi et alie e capelliere a uso d'agnioli, et con una libra di moccoli di ciera attaccati sopra a l'alie et in mano e intorno di loro, et quelli acciesi e con uno grande lume in mano entrorono in camera del gran canonista, e pian piano con soavi passi s'accostorono al letto suo e dolciemente cantando dicievano: chi vuole venire nel regnio di Dio entri nel sacco mio, e sempre canterà come canto io. Messer pastinaca che pure allora cominciava a sonneferare, imperò che ancora in quella notte punto non aveva potuto dormire, forse per la passione aveva che 'l cherico dormissi con Tommaso, o forse perchè non avea cienato la sera, o forse per la maninconia avea del gran male si stimava avere, destosi a queste voci, fu tutto stupefatto sulla prima vista di costoro. Dipoi gustato le parole del loro canto, ebbe per fermo d'essere morto della malattia del dì dinanzi, e che gli angioli fussino venuti per portarnelo in cielo. Il perchè, senza altro dire, subito saltò nel sacco; ma venneli fallito il disegnio, imperò che come fu nel sacco, il Bodolina co-