Pagina:Novella di Marabottino Manetti.djvu/23

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di marabottino manetti 17

raccomandare pregandolo per Dio e per la Crocie ch’elli lo traessi delle mani di costoro. E loro da altra parte facciendo sembianti di volernelo pure portare, tirando il sacco ora in qua ora in là, lo percoteano per quante panche e casse erano nella camera. Et finalmente dopo lungo dibattimento, inanzi che ’l prete uscissi dal sacco, per mezzo di Tommaso, rimasono i patti che li giovani rendessino el cavallo e che ’l prete faciessi fine a Mona Tessa di ciò ch’elli aveva avere da lei, e alli giovani lasciassi i polli e paperi e la camicia et obligassesi loro di nonli molestare mai più con incanti di farli rubare cosa alcuna. E di tutto per l’una parte e per l’altra di consentimento del prete e de’ giovani entrò mallevadore Tommaso. E fatto questo accordo, sciolsono el prete; e fatto venire el cavallo, innanzi partissino di quivi, el prete di sua mano fece fine a Mona Tessa e per sua scripta s’obbrigò alli dua garzoni di mai più nonli offendere nè con malie nè con incanti. E così per la sagacità e astuzie di Tommaso e delli due giovani fu libera la buona donna dal debito de’ dieci fiorini et dalla sconcia importunità del prete alle sue spese et a suo malgrado.

fatta da marabottino manetti e diritta
a lorenzo di piero francesco de medici.