Pagina:Novelle lombarde.djvu/112

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104

Linda ancora premevasi al petto
     Del suo fido... oh che abbracci funesti!
     135Questo è il gaudio nuzial, questo è il letto
     Delle nozze gli evviva son questi?
     Solo a tocchi la squilla risuona
     138Come il cor di morente persona.

C’è nessun fra di voi che sia padre?
     C’è nessun che ha perduto il suo caro?
     141Il lor padre, la povera madre
     Deh pensate qual doglia provaro!
     I garzon, le piangenti donzelle
     144Li fiorir di viole e mortelle;

E il suffragio per essi offerendo,
     Ne composer in uno le salme.
     147La sant’acqua i leviti aspergendo,
     Luce eterna pregarono all’alme:
     Quella croce ed un carme pietoso
     150Mostra il suol del congiunto riposo.

Lungo tempo ogni padre, alla sera,
     Quando in mezzo de’ figli adunati
     153Ripetea l’uniforme preghiera,
     Disse un Pater pei fidi annegati:
     Chi vogando la croce rimira
     156Prega requie in silenzio e sospira.

L’aura udite che intorno le freme?
     A lambirla vedete quel fuoco?
     159Son gli amanti che vagano insieme
     Ogni notte al tristissimo loco:
     Ed alcun nel più buio talvolta
     162Il lugubre lor gemere ascolta.