Pagina:Novellette e racconti.djvu/154

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144 novella lxxvii.

è a me, non è cosa ch’io abbia più in odio del prendere alterazione di caso veruno. Bella mi pare la pace, e tento di serbarmela nel cuore, come il più caro e prezioso giojello che sia al mondo. — Io gli presto fede, e tanto più perchè gli veggo buon viso, odo parole gentili, e mostra buon garbo in tutto. Domani gli vo incontro con un saluto libero, con affabilità di parole, e trovo un aspide. Dirà: Il temperamento mio non è uso a sofferire. Io era putto tant’alto, che diedi segno d’una certa delicatezza di cuore sensitivo. Mi sono allevato sempre ad un modo. Non sia chi m’offenda, chè sono uno zolfanello: ardo in un subito. — Così tu lo trovi innamorato perduto un dì che metterà le donne in cielo, un altro non può patire di vederle; e in somma non sa quello che voglia, chi sia, nè che si faccia. Non è al mondo difficoltà maggiore, che l’aver faccenda con uno di tali uomini, co’ quali non puoi apparecchiarti a nulla, e avrai del tutto a dipendere dal loro capriccio. Moglie, figliuoli, congiunti, amici, servidori, tutti sono impacciati. Mi par di vedere una di coteste femminette, più presto mondane che del cielo, la quale per far che i suoi zerbini pensino sempre a lei, ora le si trova infermiccia, ora scherzevole, poi ingrogna, poi ride, appresso ti domanda una cosa, quando gliele arrechi la gitta via, e per giunta ti svillaneggia della tua attenzione; sicchè stai seco sempre con due cuori in corpo, de’ quali l’uno ti dice: Fa; e l’altro, No: e intanto temi continuo di far male, e hai un tarlo che ti rode. Il medesimo costume io credo che sia tenuto per lo più artifiziosamente anche da cotesti uomini, ch’io chiamerò disuguali. Costoro parte sono e parte si mostrano lunatici, acciocchè i domestici e gli amici studiando come possano indovinarla in quelle tante diversità, pensino intanto sempre a’ fatti loro, e abbiano una continua dipendenza dagli atti che fanno, dall’occhiate che danno, dalla prima parola ch’esce loro di bocca la mattina, tanto ch’insegnano strologia a chi gli pratica; e se uno avrà saputo vivere in